TimeLab presenta Ansel Easton Adams (1902-1984), un Grande Maestro della FOTOGRAFIA, un personaggio che con la sua vita, la sua interpretazione dell’arte e con la sua tecnica naturalistica. Stiamo parlando di icona mondiale, notissimo per le sue foto naturalistiche realizzate nei numerosi parchi americani della West Coast.

Ansel Adams_TimeLab

Nacque a San Francisco nel 1902. Ebbe la fortuna di nascere in una famiglia benestante, che gli permise di avere un’infanzia felice e agiata.Tuttavia da piccolo era molto solitario e irrequieto, e preferiva godersi gli spettacoli della natura piuttosto che trastullarsi con giochi più adatti alla sua età. A causa proprio di questa sua irrequietezza non fu ammesso alle scuole primarie e quindi i suoi genitori assunsero un insegnante privato. Importante per la sua formazione fu la visita alla “Panama-Pacific International Exposition” nel 1915. L’ispirazione decisiva giunse quando, all’età di 14 anni, Adams visitò lo Yosemite National Park. Fu un’esperienza che lo colpì nel profondo e che gli suscitò un senso profondo di ammirazione nei confronti della natura e di quei paesaggi. Poco tempo ricevette la sua prima macchina fotografica, una Kodak “Brownie”. Solo dopo un anno da quella data, con una macchina fotografica migliore e un treppiede, tornò in quel parco e iniziò la sua attività artistica. Iniziò a sperimentare nuovi scatti, nuove composizioni, nuove tecniche anche di elaborazione in camera oscura. Molti sono stati infatti gli esperimenti che lo portarono anni dopo ad una tecnica di sviluppo ed esplicazione del bianco e nero, chiamatasistema zonale ha influenzato coloro che lo hanno succeduto, lasciando un’impronta tale nella storia della fotografia da meritarsi all’unanimità il plauso mondiale.

Adams_Timelab2 

Si trattava di una tecnica utilizzata per rendere, nella stampa di una foto, la gamma tonale presente in natura e che il nostro occhio, superba e superlativa macchina da presa, riesce a cogliere. Lavorando in bianco e nero, si nota come l’intera gamma di colori possa essere riprodotta in monocromatico dal nero più puro fino al bianco più candido, attraverso “gradi” di grigio man mano meno scuro. Il concetto che sta alla base del sistema zonale è che in una stampa quello che vediamo non riproduce fedelmente la realtà registrata grazie alla macchina. Questo perchè in realtà il range tonale di una stampa di qualità non riesce a simulare alla perfezione quello che vede il nostro occhio a causa di limiti tecnologici e fisici.

"I had been able to realize a desired image: not the way the subject appeared in reality but how it felt to me and how it must appear in the finished print"  [Cit.]

L'obiettivo è riuscire a ottenere quello che si  desidera. Non l'immagine nella sua                         somiglianza alla realtà ma l'immagine come     prodotto finale del processo fotografico           previsto ancor prima dello scatto.

Da giovane sperimentò vari generi di fotografia e varie tecniche, ma anche l’incisione, l’effetto soft-focus, alcuni processi particolari in camera oscura e altre particolarità proposte dai cosiddetti “fotografi pittorici”, cioè fotografi che cercavano di mettere sullo stesso piano molte arti contemporaneamente come la fotografia, la pittura e il ritocco.

Maturò durante la sua carriera una sempre più forte fede ambientalistica, volta appunto a preservare gli immensi doni che la Natura ci ha concesso, e che Adams aveva tentato di riprodurre nei suoi lavori in un anelito al realismo senza fine. Solo nel 1927 decise di creare un suo portfolio, in modo da poter permettere a un pubblico più vasto di conoscerlo ed apprezzarlo.

Sistema Zonale e Prefigurazione dell’Immagine. Volete saperne di più?

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