Esperienza all’estero, l’importanza di conoscere la lingua prima di partire.

Esperienza all’estero, l’importanza di conoscere la lingua prima di partire.

Parleremo ora dell’importanza di imparare una lingua o di perfezionarla prima di partire per un’esperienza all’estero.

Hai voglia di partire, metterti alla prova e conoscere il mondo?

Alla radice di un soggiorno all’estero ci può essere la curiosità, la voglia di scoprire e imparare cose nuove, il bisogno di trovare un lavoro che nel tuo paese manca, relazionarsi al nuovo e scoprire se stessi nella scoperta degli altri.. Non dimenticarti che la conoscenza delle lingue straniere nella nostra società è uno degli elementi principali che ti permette di poter comunicare con gli altri; soprattutto nel mondo del lavoro in cui è diventato indispensabile avere la padronanza di almeno una lingua straniera per trovare più facilmente un buon impiego.

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Il FUTURO del GIORNALISMO è nel WEB

Il FUTURO del GIORNALISMO è nel WEB

Il GIORNALISMO ON-LINE (web journalism) è l’attività di giornalismo svolta in rete, attività che, da molteplici punti di vista, non è corretto definire come una diretta filiazione del giornalismo ‘tradizionale’, e lo chiariremo valutandone proprio alcune peculiarità.

La scrittura per il web è una disciplina che si è andata affinando sempre più negli ultimi anni con l’aumentare del numero dei siti presenti in rete e in concomitanza della sempre maggior importanza che i contenuti testuali, e non solo, hanno assunto per l’indicizzazione. Secondo alcuni osservatori tutto questo boom del digitale può aiutare il giornalismo, questi sostengono inoltre che, se le testate tradizionali sono in crisi, l’informazione vive invece la sua miglior stagione di sempre. I giornali sono in crisi, il giornalismo dunque no. Per continuare a migliorare e mantenere questo trend ora però occorrono nuove norme. Forme che distribuiscano equamente le risorse tra tutti gli “attori” in gioco.

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Come realizzare foto eccezionali in condizioni di “criticità”

Come realizzare foto eccezionali in condizioni di “criticità”

E’ arrivata la stagione della fotografia: le giornate si allungano, alba e tramonto si susseguono portando con se colori magnifici, è il momento di rispolverare la propria fotocamera, pulire le lenti, i sensori, uscire, lasciarsi ispirare e…realizzare foto eccezionali!

Tuttavia, sembra che le brutte giornate non siano terminate, ma non possiamo perdere altro tempo. Il momento di apprender di più sulla fotografia è qui ed ora: ciò non richiede una scienza infusa, ma, più semplicemente, la ferma volontà di saper fare buone foto istintivamente, anche in condizioni ambientali critiche. Quest’arte può essere appresa, per realizzare foto eccezionali è sufficiente solo un po’ di buona volontà e … qualche segreto.

Come realizzare foto eccezionali in condizioni di “criticità”? Vorresti apprenderne qualcuno? Eccolo.

1. Scegli l’apparecchiatura giusta

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Lo SPUMANTE: FESTE e non solo

Lo SPUMANTE: FESTE e non solo

Pochi vini sono ammantati di una ritualità e di un edonismo che va molto oltre il piacere del gusto, quanto lo SPUMANTE.

Al solo pensiero dell’apertura di una bottiglia di questo vino è infatti connaturata la sensazione di un momento speciale e memorabile, e la piccola festa a cui il nostro palato si appresta è parte di un godimento più grande: la celebrazione di un successo, la condivisione di una gioia, l’esaltazione per un nuovo inizio, una festa.

Se in Italia lo spumante si classifica solitamente al primo posto degli acquisti irrinunciabili nello shopping delle feste, all’estero, secondo la Coldiretti, mai cosi tanto spumante come quest’anno è stato esportato all’estero (+22%), dunque in netta controtendenza alle difficoltà dell’economia nazionale. Poco meno di 300 milioni di bottiglie di spumante, tra metodo Charmat e Classico, prenderanno la strada che dall’Italia le porterà in tutto il mondo.

Come dicevamo, lo spumante è il vino del brindisi per antonomasia. Merito del caratteristico perlage e delle fresche note aromatiche che contraddistinguono in modo più o meno marcato tutti questi vini. Nel nostro paese esistono diverse aree vocate alla produzione spumantistica, fra cui le più rinomate sono la Franciacorta in Lombardia, le colline che affiancano il fiume Adige, fra Rovereto e Trento, la zona di Conegliano-Valdobbiadene, in Veneto, patria del Prosecco.

Ma attenzione: bere bollicine non è più solo sinonimo di brindisi. In base al tipo di menù, infatti, lo spumante può sostituire i vini bianchi fermi lungo tutto il corso del pasto, grazie alla grande varietà di prodotti che permette di scegliere fra tipologie più facili e beverine e altre più strutturate, adatte quindi ad accompagnare pietanze davvero complesse. A questo punto sta a voi scegliere tra uno spumante dolce o secco, in base al gusto personale, certamente, ma anche in funzione dell’occasione e degli abbinamenti. Per gli spumanti dolci non c’è dubbio, l’accostamento è con i dessert (specie quelli al cucchiaio la cui grassezza è ben equilibrata dalle bollicine) mentre, nel caso degli spumanti secchi, l’effervescenza e l’acidità che li contraddistinguono favoriscono l’abbinamento a piatti o condimenti grassi o a cibi ricchi di amidi (cereali, patate e legumi).

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Vediamo nel dettaglio alcune ipotesi ed accostamenti:

Per gli aperitivi a base di pesce si consiglia uno Spumante morbido, leggero e aromatico (Valdobbiadene Spumante Superiore Dry), oppure un Franciacorta Pas Dosé o un Trento Doc per piatti di carne o Parmigiano Reggiano. Con gli antipasti si può proseguire con un Valdobbiadene nella versione Brut se si servono salumi o proposte calde di formaggio, pesce crudo o a base di verdure. Un Metodo Classico Brut è più indicato con crostacei, salmone affumicato, vitello tonnato e paté. Per i primi piatti invece un occhio di riguardo va dato ai condimenti. Paste e risotti a base di verdure possono essere serviti con il medesimo Brut utilizzato per gli antipasti, mentre in presenza di sughi è meglio passare a un vino più strutturato ma non eccessivamente impegnativo, per esempio un Rosé. Lo stesso Rosé è indicato anche con i secondi di pesce, mentre le pietanze di carne necessitano di bollicine più mature. Ideale è un Metodo Classico Extra Brut. Con i formaggi stagionati si può optare per i Franciacorta Brut e i Trento Doc, per i caprini freschi un Valdobbiadene Superiore Dry, per i formaggi molli si può azzardare anche un Asti Spumante. Nel dessert la regola, spesso trascurata, vuole che non si servano spumanti secchi, quindi largo ai Dry, ai Demi-Sec e ai Dolci. Ed ora arriviamo all’abbinamento con i due dolci più popolari del periodo invernale: Panettone e Pandoro. Il vino per il Panettone deve essere dolce, profumato e con un gusto delicato che non sovrasti le varie sfumature di sapore date dagli ingredienti. Tradizionalmente si beve il Moscato d’Asti, un vino bianco piemontese Docg. Si produce con l’uva Moscato Bianco, di cui mantiene il profumo particolare: per questo viene definito un vino aromatico. Ha un sapore fresco e delicato e va servito a una temperatura di 8°C. Per quanto riguarda il Pandoro, si sa, è fatto con tanto burro e tuorli d’uovo, quindi il vino dovrebbe essere più corposo di quello abbinato al Panettone, un vino dal profumo e dal gusto intensi, che possano sgrassare la bocca. E’ molto adatto dunque un Recioto di Soave, un vino bianco Docg veneto prodotto in vari comuni in provincia di Verona. Deve il suo nome alla sua produzione particolare che inizia con la selezione delle parti superiori dei grappoli, dette “recie”, che sono più mature e ricche di zuccheri. Il Recioto ha un colore giallo dorato intenso, un profumo che ricorda i fiori e il miele e un gusto pieno con note di mandorla. Anche il Brachetto d’Acqui prodotto in vari comuni in provincia di Asti e Alessandria, o il Piemonte Brachetto che si fa anche nella provincia di Cuneo, si sposano molto bene con il Pandoro. Sono vini aromatici, cioè che prendono il profumo caratteristico dell’uva con cui sono fatti. Per le varianti di questi dolci proposte con crema pasticcera o crema al cioccolato i vini da abbinare dovranno avere caratteristiche di corposità, di freschezza, di spiccata dolcezza e grado alcolico consistente. Il tutto per ammortizzare e in qualche modo smorzare l’estrema dolcezza e l’estrema grassezza dei dolci farciti. Per la farcitura al cioccolato un abbinamento ideale è quello con il Marsala Vergine Superiore, con i suoi profumi e sapori molto ricchi e che rimangono in bocca a lungo. Il Marsala esalta infatti il gusto del cioccolato e pulisce la bocca dalla grassezza del dolce.

Oltretutto è bene ricordare che i vini Spumanti fanno anche bene alla salute. Infatti la vinificazione in bianco, tipica dei vini con le bollicine, favorisce lo sviluppo di tipi di olifenoli che si sono dimostrati efficaci nel proteggere cuore, arterie e cervello.

Vini spumanti dunque: un tocco di gioia per le tue feste e un aiuto per la salute attraverso un effetto immunostimolante contro virus e batteri.

A questo punto buon brindisi…e non solo!

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Come fotografare i FUOCHI D’ARTIFICIO?

Come fotografare i FUOCHI D’ARTIFICIO?

Manca poco al nuovo anno.
In questo periodo i cieli saranno illuminati a giorno da innumerevoli spettacoli pirotecnici in molte città.
Non ti sembra un’ottima occasione per mettere alla prova le tue abilità fotografiche?

Ma come fotografare i fuochi d’artificio? Ottenere buone foto non è difficile, ma per farlo nel modo migliore dei modi è meglio porre attenzione ad alcuni aspetti. Fotografare fuochi pirotecnici, a capodanno, o in qualsiasi altra occasione, può riservare molte soddisfazioni a patto di seguire alcune regole per impostare la fotocamera o lo smartphone in modo che i risultati siano all’altezza dell’occasione.

Non dimenticare però che più che in altri casi, nel fotografare i fuochi artificiali c’è una certa aleatorietà, in primis perché non potrai mai sapere o prevedere esattamente come lo spettacolo si svolgerà. Se questo durerà abbastanza a lungo, concediti qualche esperimento durante i primi fuochi. Appena arrivi sul posto, mentre sei in cerca della posizione ideale, scegli dei particolari interessanti che fungano da sfondo. Ciò renderà le tue foto più interessanti. La cosa migliore sarebbe posizionarsi in un posto sopraelevato, ad una certa distanza quindi da dove i fuochi vengono sparati, e da dove si trova la gran parte del pubblico. Chiediti anche in che direzione soffia il vento: durante l’esecuzione dello show si creano infatti grandi quantità di fumo e trovarsi controvento rispetto alla scena potrebbe impedire di scattare foto di qualità. Tieni presente anche che per dare un tocco complesso alle tue realizzazioni potrai includere anche una parte di paesaggio, o se ti trovi vicino ad una riva di un lago decidere di sfruttare il riflesso dei fuochi sull’acqua.

Facciamo un passo alla volta, innanzitutto controlliamo cosa dovrai portare con te:
– Bè, sembra scontato dirlo, in primo luogo una macchina fotografica, digitale o analogica, che abbia un tempo di esposizione molto elevato, e ciò in questo caso è realmente fondamentale. Un tempo di esposizione di 30 o più secondi è buono.
– Un treppiede per tenere ferma la macchina è altresì importante per ottenere buoni risultati. Se proprio non hai un cavalletto trova un buon punto di appoggio.
– Per lo stesso motivo tornerà comodo un controllo remoto per lo scatto, per evitare di imprimere vibrazioni alla fotocamera quando premi il pulsante di scatto. Nel caso non potessi procurarlo, potrai usare comunque lo scatto ritardato, avendo poi due alternative: premere il tasto di scatto sulla fotocamera e tenerlo premuto molto dolcemente, cercando di muoversi il meno possibile oppure usare l’autoscatto dopo due secondi impostando un tempo di pochi secondi.
– Porta una torcia, dato che sarà buio. Potrai controllare i progressi delle tue foto e accedere al reset delle impostazioni se necessario e avvisare della tua presenza eventuali spettatori ancora con il naso all’insù.

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Aspetta di vedere i primissimi lanci dei fuochi per stabilire la giusta posizione di ripresa. Lascia quindi un po’ di spazio nella parte superiore dell’inquadratura, per bellezza e sicurezza, visto che spesso i lanci successivi saliranno più in alto dei primi. Dovresti, inoltre, disattivare tutti gli automatismi, a meno che la fotocamera, o lo smartphone, non abbia un programma di ripresa per fuochi artificiali ad hoc oltre ai tradizionali “ritratto”, “panorama” e “macro. Se possibile, disattiva anche l’autofocus e metti a fuoco su “infinito”. Per quanto riguarda l’apertura tendenzialmente, sarà meglio usarne una stretta, ad esempio f/11, per avere una profondità di campo elevata, vista la dimensione dei fuochi. Potrebbe comunque andare bene anche un’apertura un po’ più ampia. Diaframmi troppo chiusi (ad es. f/22) comportano immagini morbide e poco definite a causa della diffrazione. Diaframmi eccessivamente aperti obbligano ad impostare tempi di esposizione troppo brevi, che non permettono di registrare l’intera vita del fuoco. Non temere che l’apertura sia troppo chiusa, perché i fuochi sono molto luminosi, quindi non rischi la sottoesposizione. Dopo ogni scatto verificare l’esposizione. Se la foto ottenuta risulta troppo chiara, chiudere un po’ il diaframma, se è troppo scura, aprilo. Se la quantità fuochi impressi sullo scatto è esagerata, l’immagine diventa dispersiva; conviene quindi ridurre il tempo di esposizione. Non esiste una regola specifica a riguardo: la durata dello scatto deve essere regolata in funzione della frequenza con cui vengono lanciati i razzi pirotecnici.
Non fare mai scattare il flash, è inutile e dannoso: mettilo a “OFF”. Dai un’occhiata al manuale d’uso per impostare la sensibilità, la cosiddetta ISO: dovrebbe essere regolata non in automatico, ma al valore fisso di 100 o 200.

Dopo qualche scatto di prova, rivedendo il risultato sul display, puoi naturalmente modificare il tempo di scatto o il diaframma, dato che i risultati possono variare in base alla tua distanza dai fuochi e alla loro “potenza” luminosa. Dipende anche da quante scie vuoi immortalare: maggiore è il tempo di scatto, più numerose saranno in foto. Ma non esagerare altrimenti la foto verrà quasi interamente piena di luce e troppo confusa.

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Piccolo trucco: cerca di anticipare il fuoco (ad intuito), scattando poco prima della partenza del razzo, in modo da “registrare” sull’immagine anche la cosiddetta “scia di salita”. E se volessi raccogliere più fuochi in uno stesso scatto? Molte delle foto di fuochi artificiali visibili su Internet presentano diversi fuochi contemporaneamente. Si tratta spesso di foto molto spettacolari. In realtà per ottenere scatti come questi, non è necessario attendere e sperare che due fuochi vengano sparati nello stesso momento. Puoi invece usare le modalità speciali in cui l’otturatore rimane aperto a piacimento. La procedura è semplice. Quando finisce il primo fuoco, non chiudere l’otturatore. Poni invece qualcosa di molto scuro davanti all’obiettivo (ad esempio il tappo dell’obiettivo stesso). Quando parte il fuoco successivo scopri l’obiettivo e ricoprilo quando finisce. Procedi così fino a che non avrai “raccolto” il numero di fuochi che desideri. Fai solamente attenzione che questa procedure non può proseguire all’infinito poiché troppi fuochi nella stessa immagine, invece che migliorarla, potrebbero renderla troppo confusionaria.

Ecco, ora sei pronto a tuffarti nel mondo delle foto spettacolari dei fuochi d’artificio.
Usa la tua fantasia e intuizione per immortalare degnamente questi magici momenti.

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Buone feste!!!