Pochi vini sono ammantati di una ritualità e di un edonismo che va molto oltre il piacere del gusto, quanto lo SPUMANTE.

Al solo pensiero dell’apertura di una bottiglia di questo vino è infatti connaturata la sensazione di un momento speciale e memorabile, e la piccola festa a cui il nostro palato si appresta è parte di un godimento più grande: la celebrazione di un successo, la condivisione di una gioia, l’esaltazione per un nuovo inizio, una festa.

Se in Italia lo spumante si classifica solitamente al primo posto degli acquisti irrinunciabili nello shopping delle feste, all’estero, secondo la Coldiretti, mai cosi tanto spumante come quest’anno è stato esportato all’estero (+22%), dunque in netta controtendenza alle difficoltà dell’economia nazionale. Poco meno di 300 milioni di bottiglie di spumante, tra metodo Charmat e Classico, prenderanno la strada che dall’Italia le porterà in tutto il mondo.

Come dicevamo, lo spumante è il vino del brindisi per antonomasia. Merito del caratteristico perlage e delle fresche note aromatiche che contraddistinguono in modo più o meno marcato tutti questi vini. Nel nostro paese esistono diverse aree vocate alla produzione spumantistica, fra cui le più rinomate sono la Franciacorta in Lombardia, le colline che affiancano il fiume Adige, fra Rovereto e Trento, la zona di Conegliano-Valdobbiadene, in Veneto, patria del Prosecco.

Ma attenzione: bere bollicine non è più solo sinonimo di brindisi. In base al tipo di menù, infatti, lo spumante può sostituire i vini bianchi fermi lungo tutto il corso del pasto, grazie alla grande varietà di prodotti che permette di scegliere fra tipologie più facili e beverine e altre più strutturate, adatte quindi ad accompagnare pietanze davvero complesse. A questo punto sta a voi scegliere tra uno spumante dolce o secco, in base al gusto personale, certamente, ma anche in funzione dell’occasione e degli abbinamenti. Per gli spumanti dolci non c’è dubbio, l’accostamento è con i dessert (specie quelli al cucchiaio la cui grassezza è ben equilibrata dalle bollicine) mentre, nel caso degli spumanti secchi, l’effervescenza e l’acidità che li contraddistinguono favoriscono l’abbinamento a piatti o condimenti grassi o a cibi ricchi di amidi (cereali, patate e legumi).

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Vediamo nel dettaglio alcune ipotesi ed accostamenti:

Per gli aperitivi a base di pesce si consiglia uno Spumante morbido, leggero e aromatico (Valdobbiadene Spumante Superiore Dry), oppure un Franciacorta Pas Dosé o un Trento Doc per piatti di carne o Parmigiano Reggiano. Con gli antipasti si può proseguire con un Valdobbiadene nella versione Brut se si servono salumi o proposte calde di formaggio, pesce crudo o a base di verdure. Un Metodo Classico Brut è più indicato con crostacei, salmone affumicato, vitello tonnato e paté. Per i primi piatti invece un occhio di riguardo va dato ai condimenti. Paste e risotti a base di verdure possono essere serviti con il medesimo Brut utilizzato per gli antipasti, mentre in presenza di sughi è meglio passare a un vino più strutturato ma non eccessivamente impegnativo, per esempio un Rosé. Lo stesso Rosé è indicato anche con i secondi di pesce, mentre le pietanze di carne necessitano di bollicine più mature. Ideale è un Metodo Classico Extra Brut. Con i formaggi stagionati si può optare per i Franciacorta Brut e i Trento Doc, per i caprini freschi un Valdobbiadene Superiore Dry, per i formaggi molli si può azzardare anche un Asti Spumante. Nel dessert la regola, spesso trascurata, vuole che non si servano spumanti secchi, quindi largo ai Dry, ai Demi-Sec e ai Dolci. Ed ora arriviamo all’abbinamento con i due dolci più popolari del periodo invernale: Panettone e Pandoro. Il vino per il Panettone deve essere dolce, profumato e con un gusto delicato che non sovrasti le varie sfumature di sapore date dagli ingredienti. Tradizionalmente si beve il Moscato d’Asti, un vino bianco piemontese Docg. Si produce con l’uva Moscato Bianco, di cui mantiene il profumo particolare: per questo viene definito un vino aromatico. Ha un sapore fresco e delicato e va servito a una temperatura di 8°C. Per quanto riguarda il Pandoro, si sa, è fatto con tanto burro e tuorli d’uovo, quindi il vino dovrebbe essere più corposo di quello abbinato al Panettone, un vino dal profumo e dal gusto intensi, che possano sgrassare la bocca. E’ molto adatto dunque un Recioto di Soave, un vino bianco Docg veneto prodotto in vari comuni in provincia di Verona. Deve il suo nome alla sua produzione particolare che inizia con la selezione delle parti superiori dei grappoli, dette “recie”, che sono più mature e ricche di zuccheri. Il Recioto ha un colore giallo dorato intenso, un profumo che ricorda i fiori e il miele e un gusto pieno con note di mandorla. Anche il Brachetto d’Acqui prodotto in vari comuni in provincia di Asti e Alessandria, o il Piemonte Brachetto che si fa anche nella provincia di Cuneo, si sposano molto bene con il Pandoro. Sono vini aromatici, cioè che prendono il profumo caratteristico dell’uva con cui sono fatti. Per le varianti di questi dolci proposte con crema pasticcera o crema al cioccolato i vini da abbinare dovranno avere caratteristiche di corposità, di freschezza, di spiccata dolcezza e grado alcolico consistente. Il tutto per ammortizzare e in qualche modo smorzare l’estrema dolcezza e l’estrema grassezza dei dolci farciti. Per la farcitura al cioccolato un abbinamento ideale è quello con il Marsala Vergine Superiore, con i suoi profumi e sapori molto ricchi e che rimangono in bocca a lungo. Il Marsala esalta infatti il gusto del cioccolato e pulisce la bocca dalla grassezza del dolce.

Oltretutto è bene ricordare che i vini Spumanti fanno anche bene alla salute. Infatti la vinificazione in bianco, tipica dei vini con le bollicine, favorisce lo sviluppo di tipi di olifenoli che si sono dimostrati efficaci nel proteggere cuore, arterie e cervello.

Vini spumanti dunque: un tocco di gioia per le tue feste e un aiuto per la salute attraverso un effetto immunostimolante contro virus e batteri.

A questo punto buon brindisi…e non solo!

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