Come educare il nostro amico a quattrozampe?

Secondo alcuni esperti il primo errore in assoluto è il non essere a conoscenza proprio di cosa voglia dire occuparsi di un cane; spesso infatti si comincia sottovalutando l’impegno: prima di ‘adottare’ un cane rifletti sulle tue capacità di gestire e risolvere possibili atteggiamenti indesiderati come problemi comportamentali.

Entriamo un po’ più a fondo della questione. Sapere cosa fare è di vitale importanza con il nostro fido compagno. Comprendi prima come ragiona il tuo cane se vuoi che lui comprenda te.

Per non farti tirare al guinzaglio innanzitutto usane uno lungo in modo che il cane, quando è fuori, possa sentirsi libero e riesca ad annusare per terra. Se lui tira e tu gli vai dietro avvallando questo suo comportamento: è come dargli il tuo consenso. Devi invece metterlo nelle condizioni di non aver bisogno di tirare e la formula vincente in questo caso sarà quella che prevede un guinzaglio lungo e quindi il fermarsi o cambiare direzione quando l’animale inizierà a tirare.

Bisogna essere consapevoli che non è soltanto per la felicità del cane che si rende indispensabile la quotidiana passeggiata, farlo socializzare e interagire con gli altri suoi simili, ma è anche perché, se non fatto con regolarità, il cane molto probabilmente potrà in seguito dare seri problemi. Non dimenticarti che i cani soffrono di solitudine e sono quindi sconsigliati a chi lavora e dovrebbe lasciarli da soli più di 6 ore al giorno: il cane è un animale sociale, rimanere da solo non è una condizione a lui congeniale.

Se il cane ringhia e si scaglia contro i passanti, può essere solamente per proteggerti, ma può essere anche solo paura di altre persone o situazioni insolite.

Se il cane non fa quello che gli chiedi è forse solo perché non capisce cosa vuoi da lui.

Parola ad un esperto ora. Secondo Aldo La Spina (considerato il primo “cinogogo” d’Italia) il cane è un soggetto con una propria vita mentale ed emotiva, condivide emozioni semplici e complesse, attraversa fasi di umore diverso, prova sentimenti e paure. Secondo lui l’uomo deve ambire alla comprensione reciproca e alla solidarietà della coppia cane-partner umano e dell’insieme cane-famiglia-società umana. Il consiglio è di provare ad attuare un approccio “olistico” alle situazioni problematiche non dimenticando che il nostro rapporto con i cani è cambiato radicalmente negli ultimi decenni, con l’urbanizzazione e tutto quello che ne è seguito. Bisogna imparare a “pensare” e “sentire da cane” attraverso svariati esercizi di immedesimazione per “mettersi nei peli del cane”. Un esercizio, per esempio, è quello chiamato “A quattro zampe”: per comprendere le peculiarità e le difficoltà visive del nostro animale, soprattutto quella nel guardare all’indietro, una persona sta ferma carponi e deve alzare la testa senza alzare le braccia per guardare qualcosa che l’istruttore porta in mano e che lui deve cercare di prendere. Chi conduce l’esercizio sposta l’oggetto, facendo girare la testa alla persona. Chi fa l’esperienza “da cane” si accorge subito che noi umani, in piedi, abbiamo una visione migliore; stando a quattro zampe non si riesce ad alzare bene la testa. Eppure noi in genere cerchiamo di fargli fare proprio quello! Invece dobbiamo fargli vedere le cose di fronte e di fianco: per vedere in alto e all’indietro il cane invece deve potersi sedere.

Bisogna far sì allora che cane e proprietario si conoscano in modo profondo, entrino in una relazione, che comprendano ciò che provano l’uno per l’altro.

Il cane non è un tuo strumento. Non è neppure un semplice animale da compagnia. Proprio nell’attuale vita artificiale e urbana, il cane rappresenta un legame prezioso con la natura, la spontaneità e la semplicità ma non bisogna in nessun modo idealizzarlo o antopomorfizzarlo, aspettandosi che risponda a tutte le tue attese e pretese. Questa sarà la bellezza e la ricchezza del rapporto con lui: mettiti nell’ottica di imparare ad entrare in relazione con l’alterità naturale. Non è scontato che il tuo cane ti ubbidisca oppure che venga subito al richiamo. Perché dovrebbe interrompere quello che sta facendo, le emozioni che sta vivendo, lasciare gli odori che sta fiutando, i suoi giochi ed esplorazioni? Il cane lo fa se ne comprende la motivazione. Viceversa potresti alterare il suo comportamento, rendendolo aggressivo o frustrato. Cerca di conoscere e rispettare il loro linguaggio, i loro sensi, le loro sensibilità, la loro struttura fisica e mentale. La sfida allora è quella di saper “leggere” i messaggi che ci danno attraverso le posture, i vocalizzi e così via.

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Se il tuo cane non riesce a smettere di grattarsi dietro le orecchie oppure di leccare quella irritazione sulle zampe, potresti cominciare con l’eliminare il cibo contenente coloranti alimentari, che potrebbero provocare reazioni allergiche. Leggi le etichette dei prodotti che acquisti e controlla che non ci siano tinte alimentari. O magari potrebbe essere un’allergia stagionale. Oppure la reazione del cane potrebbe essere provocata dalle sostanze chimiche contenute nei detersivi che usi per lavare lenzuola e copridivani.

Quando invece il cane non riesce a stare solo si parla di ansia da separazione: a volte capita che un cane del canile spesso sviluppi in poco tempo un attaccamento al nuovo padrone che diventa un punto di riferimento, la sua sicurezza nel nuovo ambiente. I sintomi sono: abbai continui, distruzioni, feci e urine sparse per casa. E’ importante fargli capire da subito che ogni tanto dovrà stare da solo. Il modo migliore per abituarlo gradualmente è ignorarlo completamente almeno 3 volte al giorno per mezz’ora circa. In questo modo il cane tenderà meno a diventare “padrone pendente”. l

Analizziamo ora il caso relativo alla convivenza fra cani e bambini. Prima dell’arrivo a casa del bambino, dovresti iniziare ad abituare il cane a ricevere meno attenzioni. In questo modo il cane non può collegare l’arrivo del bimbo con la diminuzione dell’attenzione. Ed è bene anticipare tutto ciò di qualche tempo. Fai annusare poi i vestiti del bambino appena nato e della madre proprio per abituare il cane ai nuovi odori. Mentre all’arrivo del bambino lascia che il cane lo possa avvicinare proprio per annusarlo e conoscerlo. Il cane deve imparare a capire di cosa si tratta. Non mandarlo via quando si avvicina al piccolo, a meno che non ci siano reali pericoli. La cosa più importante è che il bambino rappresenti per il cane qualche cosa di positivo, quindi, quando il bambino è presente, cercare di dare il maggior numero di attenzioni al cane, lasciare cadere dei pezzettini di cibo, accarezzarlo, parlare e giocare con lui.

A proposito, come accarezzare il cane? Ancora una volta è tutta una questione di comunicazione e come accade che ci siano incomprensioni tra umani, ancora di più è possibile che ci siano tra cani e umani visto che non parliamo la stessa lingua. In altre parole, è bene essere sicuri che la bellissima intenzione di mostrare interesse e affetto al cane sia percepita per quello che è e non come una minaccia. Evita di toccarlo da dietro e dall’alto e in generale di coglierlo di sorpresa. Generalmente le zone dove i cani preferiscono essere accarezzati sono dietro le orecchie, all’attaccatura della coda, e sul petto, mentre di solito i cani non amano essere toccati sulla testa, sulle zampe e sulla coda. Comunque è molto importante avvicinarsi delicatamente e fargli vedere e sentire la propria presenza e mettersi alla loro altezza, magari sedendosi per terra o accucciandosi, così da evitare che si senta in pericolo. In quest’ottica è anche sconsigliato piegarsi sul cane, si rischia che pensi che la minaccia si stia avvicinando pericolosamente dall’alto.
Bisognerebbe sempre permettere al cane di capire chi ha davanti e il modo migliore è, dopo essersi messi alla sua altezza, allungare la mano verso il suo muso e lasciare che la odori. Cercare di chiamarlo per nome prima di toccarlo e non disturbarlo mentre riposa.

In conclusione non dimenticarti che noi umani possiamo ricevere tanto dal cane: il senso della libertà e della naturalità, la bellezza di seguire gli istinti e la pienezza delle emozioni. Cerca di godere a pieno di questa possibilità unica e speciale e non dimenticarti che se il cane ha problemi gravi, si rende assolutamente indispensabile rivolgersi a un professionista, non possiamo pretendere di sapere tutto.

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