TimeLab e Robert Capa, uno sguardo da vicino

TimeLab e Robert Capa, uno sguardo da vicino

"Se la foto non è buona,  
vuol dire che non eri abbastanza vicino." [Cit.]

Ma quanto ci si può avvicinare alle emozioni? TimeLab e Robert Capa, uno sguardo da vicino…

Endre Ernő Friedmann nacque a Budapest, Ungheria, nel 1913. Si trasferì in Germania a soli 18 anni a causa della sua opposizione dal governo di estrema destra, egli militava infatti nel Partito Comunista locale. Ebreo, lavorò in uno studio fotografico di Berlino ma, nel 1933, fu costretto a scappare a causa dell’ascesa del nazismo. Arrivò in Francia, dove lavorò per qualche anno come freelance insieme alla compagna Gerda Taro, anche lei fotografa. Proprio a Parigi decise di darsi un nome d’arte che riteneva avrebbe reso le sue fotografie più accattivanti. Scelse “Robert Capa”, che suonava come un nome americano. La sua carriera passò attraverso i principali conflitti del Novecento, tra i quali la Guerra civile spagnola, la Seconda guerra mondiale e la Prima guerra d’Indocina.

Pur non essendo stato il primo a scegliere la guerra come soggetto, Capa è considerato come uno dei massimi rappresentanti della fotografia di reportage. Due fattori aiutarono Capa: la scelta di riviste come Life di dare molto più spazio all’immagine e al racconto fotografico invece che alle parole, e la produzione di macchine fotografiche di piccolo formato. Capa, grazie alla macchina piccola e maneggevole, poté andare fisicamente incontro al soggetto scattando immagini incredibili, momenti decisivi, istanti unici che diventano racconto.

La fotografia al massimo delle sue potenzialità come strumento di documentazione e registrazione. Il reporter diventa parte della storia, si trasforma in “soldato dell’immagine”, armato di camera, coraggio e abilità fisiche e le foto diventano testimonianza di imprese epiche. Le immagini di Capa sono diventate simboli della crudeltà della guerra.

Tra le sue fotografie più famose, c’è l’immagine del 1936 che ritrae un soldato dell’esercito repubblicano spagnolo colpito a morte da un proiettile.

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In una guerra si deve odiare qualcuno oppure amare qualcuno; è necessario avere una posizione oppure non si può capire ciò che succede. Il fotografo era famoso per la sua temerarietà, infatti decise di partecipare all’attacco della prima ondata di soldati nello sbarco in Normandia, paracadutandosi da un aereo assieme ai militari. Il più intenso desiderio di un fotografo di guerra è la disoccupazione.

Robert Capa nel 1954, come un soldato, perse la vita sul campo. A Thai Binh, durante la prima guerra di Indocina, salì su un terrapieno per fotografare una colonia di avanzamento sulla radura ma posò il piede su una mina che lo uccise. Il corrispondente di guerra beve di più, ha più ragazze, è meglio pagato, ed ha una maggiore libertà rispetto al soldato, ma in questa fase del gioco, avere la libertà di scegliere il suo posto e di poter essere un codardo senza essere giustiziato, è la sua tortura.

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TimeLab presenta Paul Nicklen

TimeLab presenta Paul Nicklen

TimeLab presenta Paul Nicklen…Sapete di chi stiamo parlando?

Paul Nicklen è uno dei maestri della fotografia naturalistica di “National Geographic”. I suoi scatti ci offrono un’intensa rappresentazione della natura incontaminata dell’Artide e dell’Antartide, esplorando i misteri della vita nelle condizioni più estreme. Cresciuto nell’Artide canadese, Nicklen trascorre la giovinezza con la comunità Inuit dell’Isola di Baffin. “Non ho mai incontrato un’altra cultura capace di esprimere più pazienza degli inuit- afferma Nicklen- vivono in un mondo difficile, sono come orsi polari, non sprecano mai energia se non ce n’è bisogno. Se il tempo è cattivo, possono stare fermi a non far niente per giorni. Aspettano, aspettano e aspettano”. 

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L’esperienza di vita nella comunità Inuit gli trasmette un profondo interesse per l’osservazione naturalistica e un prezioso bagaglio di conoscenze, tra cui la capacità di “leggere” il clima e il ghiaccio dei Poli. Dopo aver conseguito la laurea in biologia alla University of Victoria, nella Columbia Britannica, nel 1990, Nicklen  torna nei Territori del Nord-Ovest a lavorare come biologo marino. 

Durante le giornate di lavoro  approfitta della bellezza dei luoghi per coltivare la passione della fotografia e ben presto quello che sembra solo un hobby si trasforma in una professione. Già nel 1995 le sue fotografie vengono pubblicate su riviste quali Canadian Geographic, Natural History, Time e Life. Il rapporto professionale con National Geographic inizia come assistente di due grandi collaboratori della rivista: Flip Nicklin e Joel Sartore. 

In poco tempo le sue fotografie  si fanno notare per impatto, creatività e forza espressiva.  Nel 2000 pubblica  il primo libro:” Seasons of the Arctic”. Nel 2009  il secondo: “Polar Obsession”, una raccolta di immagini degli habitat più estremi del pianeta. Nel corso della sua carriera Nicklen ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci menzioni al concorso Wildlife Photographer of the Year della BBC e il premio World Press Photo, vinto nel 2004, nel 2007 e nel 2010. 

Il fotografo canadese si serve della  conoscenza biologica per restituirci, attraverso una narrazione  che cerca di colmare il divario tra ricerca scientifica e opinione pubblica, storie che comunicano i temi legati, sia al comportamento animale, sia a problematiche relative ai cambiamenti climatici e al loro impatto sugli ambienti dominati dai ghiacci, oggi seriamente minacciati. Splendide immagini ravvicinate avvolte da una luce polare surreale che documentano con grande forza la vita di foche leopardo, balene, trichechi, orsi polari, foche barbate e narvali. 

Fotografie spettacolari e BRIVIDI di emozione…

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Corsi di fotografia TimeLab, nel mondo del colore…

Corsi di fotografia TimeLab, nel mondo del colore…

Come si è passati dal bianco/nero al colore? TimeLab nel mondo del colore…

La fotografia a colori ha compiuto da poco 150 anni dalla sua nascita grazie all’intuizione del fisico scozzese James Clerk Maxwell e del fotografo Thomas Sutton.

Nel 1855 Maxwell propose il concetto di combinare tre esposizioni separate e monocromatiche per ottenere un’immagine a colori, ma non realizzò la sua idea fino al 1861 quando si fece aiutare dal fotografo Sutton. La foto che vedete in copertina è stata ottenuta mettendo insieme 3 diverse esposizioni proiettandole attraverso 3 filtri colorati (uno rosso, uno verde ed uno blu) per ottenere l’immagine finale.

Il 17 maggio di quell’anno al Royal Institution ripeterono l’esperimento proiettando le tre immagini e mettendole a fuoco sullo stesso piano ottennero un’immagine a colori. L’inizio della fotografia a colori ed uno dei primi passi della teoria del colore. Maxwell ebbe l’intuizione mentre faceva ricerche sulla visione e a colori e si rese conto che nell’occhio umano alcuni coni erano più sensibili al rosso, altri al verde ed altri ancora al blu.

Cosa c’è di meglio di una vita a colori?

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Questa e altre mille curiosità nei CORSI di FOTOGRAFIA con TimeLab…

Sono aperti fin da ora i nuovi corsi di Fotografia Base e Avanzati in tutte le nostre città…

Cosa aspettate? Set fotografici e splendide modelle vi aspettano!

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La prima fotografia della storia

La prima fotografia della storia

Proviamo a vestire i panni degli “storici” incalliti e vi raccontiamo uno dei più famosi aneddoti relativo alle origini della fotografia. Sapete quando fu realizzata la prima fotografia della storia?

Bene, proviamo a dare una risposta a questa curiosa domanda, attingendo al nostro ricchissimo bagaglio tecnico e culturale.. insomma, digitiamo qualche lettera sulla tastiera del pc e facciamo un paio di ricerche online.

la fotografia più antica, realizzata da Joseph Nicéphore Niepce

La prima fotografia della storia

Dunque, dopo questa ammissione d’umiltà, possiamo affermare con certezza che la prima fotografia risale al 1826-1827 e fu “scattata” dal francese Joseph Nicéphore Niepce.

L’apparecchiatura che utilizzò (chiamarla macchina sarebbe troppo) era realizzata con due cassette di legno, ed è tutt’ora conservata in Francia al Museo Denon.

La “macchina” era dotata di un diaframma ad iride. Per realizzare la fotografia, che mostra il panorama che si godeva dalla finestra dello studio dello stesso Niepce, servì un tempo di esposizione di 8 ore (otto ore!).
La lastra, invece, era di peltro e ricoperta da bitume e olio di lavanda.

Dopo questo excursus storico, torniamo a noi e ai Corsi di Fotografia organizzati da TimeLab.
Perché non approfittarne?

La fotografia più grande del Mondo

La fotografia più grande del Mondo

Le curiosità legate al mondo della fotografia sono molteplici, ma certamente quella che vi stiamo proponendo va annoverata tra le più affascinanti in assoluto.

Parigi nella fotografia più grande del Mondo: un progetto davvero originale, addirittura bizzarro.

Realizzata attraverso un programma particolare, unendo diversi scatti realizzati nell’arco di 5 ore, quella di cui stiamo parlando è la più grande immagine del mondo, una fotografia da 26 gigapixel che rappresenta Parigi, una delle città più romantiche di sempre, una vera chicca per gli appassionati di fotografia!

La fotografia più grande del Mondo

Parigi e la fotografia

La foto misura appunto ben 354.159 per 75.570 pixel e la si può vedere su un sito web dedicato, nel quale è possibile spaziare sull’intero scatto, zoommando sui monumenti, sui boulevards o su tutte le aree di interesse, scovando migliaia di particolari nascosti e curiosi.
Si tratta di una sorta di online game, un puzzle focalizzato sull’arte della fotografia e su una capitale, Parigi, tutta da scoprire nel pieno della sua bellezza e dei suoi colori.

La forza della fotografia è proprio quella di riuscire a fermare gli istanti, contribuendo sempre ad arricchire il cassetto dei nostri ricordi.
Per tutti coloro che nutrono passione per quest’arte magnifica, che hanno il desiderio di sperimentarsi nell’imprimere indelebilmente gli attimi più fuggenti o semplicemente nel creare splendide immagini, TimeLab organizza Corsi di Fotografia di Base e Creativa in alcune delle principali città d’Italia.

Cosa aspettate? Vi aspettiamo numerosi per partecipare ai corsi serali di TimeLab, proposti a prezzi esagerati!

Action Photography, immagini in movimento

Action Photography, immagini in movimento

TimeLab organizza corsi e workshop fotografici dedicati alle immagini in movimento, curati da docenti esperti (fotografi professionisti, specializzati nella fotografia d’azione).

Durante la giornata full-immersion vengono affrontate differenti discipline sportive quali mountainbike e BMX, parkour, sci e snowboard, skateboard, automobilismo e motociclismo.
Si tratta di workshop di Action Photography che, in un mix di teoria e pratica, vi insegnano a realizzare, con gusto ed abilità, scatti speciali e immagini action, con soggetti in movimento.

Immagini in movimento

Workshop Action Photography, immagini in movimento

I Workshop Action Photography sono dedicati sia ai fotoamatori che ai fotografi professionisti, a tutti coloro che hanno interesse nel migliorare la propria tecnica fotografica in ambito sportivo e in tutte le situazioni in cui i soggetti sono in movimento.
I workshop di TimeLab si svolgono durante una serata, attraverso nozioni di teoria ed esempi pratici, durante i quali i partecipanti possono mettersi alla prova assieme ai nostri insegnanti e ad alcuni atleti.

La parte teorica affronta tutti gli argomenti della fotografia d’azione (dalla sicurezza alla preparazione dell’attrezzatura, dalla messa a fuoco di un soggetto in movimento al rapporto con l’atleta); la parte pratica prevede che i fotografi possano concretizzare ciò che è stato appreso.

Nell’ottica di offrire un servizio eccellente, TimeLab organizza i propri workshop in diverse città italiane: per il momento Brescia, Torino e Varese… Perché non approfittarne?