Se da sempre l’Italia si è contraddistinta per i suoi vini, oggi aggiunge alle sue eccellenze anche le birre. Grande protagonista, all’ora dell’aperitivo come anche a tavola, la BIRRA ARTIGIANALE, che da qualche tempo spopola letteralmente come alternativa al classico bicchiere di vino o ai cocktails più richiesti.

Il numero di microbirrifici è in continuo aumento e il trend di crescita non accenna a diminuire. I birrifici artigianali utilizzano il più possibile ingredienti naturali e, con l’introduzione dei “birrifici agricoli”, anche orzo e luppolo provenienti dal territorio di loro appartenenza, contribuendo a creare dei prodotti che sono unici e assolutamente irripetibili. Il fenomeno dei birrifici artigianali, rinasce negli Stati Uniti ed è una riscoperta che avviene a partire dagli anni ottanta, la cosiddetta “Renaissance Americana”, dove molti immigrati europei, riescono a mantenere in vita alcuni vecchi prodotti europei che altrimenti sarebbero andati perduti. Anche in Europa ed in Italia si sta affermando questo fenomeno che si ripromette di proporre prodotti artigianali di elevata qualità e di creare nuova occupazione. Per apprezzare appieno le qualità di una birra non industriale è ormai chiaro che è sempre più necessario conoscere le birre, le loro qualità ed essere in grado di fare una degustazione tecnica ed oggettiva (molti i corsi dedicati alla degustazione attivi in tutta Italia). Birra: Degustarla o Autoprodurla? Entrambe!

Luppolo-TimeLab

Interessante anche come produrla, ormai basta davvero poco per farlo in maniera casalinga. Il procedimento è molto meno complesso di quanto si possa credere e anche in Italia si sta diffondendo l’abitudine di produrre l’antica bevanda tra le mura domestiche, merito soprattutto della diffusione dei kit per la fermentazione della birra: pur semplificando il processo evitando passaggi quali la macina e la cottura dell’orzo, la filtratura del mosto ottenuto e la sua bollitura con il luppolo, consentono di ottenere una bevanda naturale, senza coloranti e conservanti artificiali e dunque genuina, da sorseggiare e servire ai propri ospiti con orgoglio e grande soddisfazione. Se vuoi cimentarti nella preparazione in casa di una birra, l’homebrewing, dovrai procurarti qualche ingrediente e un minimo di attrezzatura. Imparerai ben presto ad affinare le varie fasi di realizzazione e potrai godere della soddisfazione di assaggiare la tua bevanda insieme agli amici.

Vediamo come produrre la birra grazie ai kit per la birra presenti sul mercato. Acquistabili in enoteca, in birreria oppure online, vanno dal più economico con un solo fermentatore e quelli completi di tutto l’occorrente. Un kit normalmente comprende un bidone in plastica per alimenti dove fare la fermentazione, un termometro digitale adesivo che sarà utile per misurare la temperatura nelle varie fasi di lavorazione, un gorgogliatore che farà uscire l’anidride carbonica prodotta, un densimetro per misurare la densità del mosto durante la fermentazione, una provetta, una spatola, un tubo per il travaso prima dell’imbottigliamento, una tappatrice per tappi a corona, uno sterilizzatore per bottiglie, un manuale per fare la birra e una confezione di malto luppolato a scelta (completo di lievito secco) secondo il tipo di birra preferito (Lager, Pilsner, English Beer, Irish Stout, Weiss, ecc.) A tutto questo bisognerà poi aggiungere solamente alcune bottiglie per conservare la birra prodotta.

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Questi strumenti aiutano ad evitare i passaggi più complicati della produzione della birra grazie soprattutto ai malti pronti: con essi è sufficiente aggiungere al composto dell’acqua calda e, se richiesto dal tipo di malto, zucchero e lasciarlo bollire per cinque minuti. Si dovrà poi versare in una pentola insieme a due o tre litri di acqua e a esso potrà essere aggiunto con parsimonia dello zucchero per aumentare la fermentazione. Fatto bollire per cinque minuti e raffreddare velocemente immergendo nella vaschetta del lavandino piena di acqua fredda lo si rovescerà rovesciare nel fermentatore, aggiungendo un po’ di acqua fresca. Sciolto quindi il lievito secco in acqua a 30°C per mezz’ora lo si aggiungerà al mosto.
Il fermentatore andrà chiuso, anche se non in modo ermetico, e ci si infilerà il gorgogliatore per poi posizionare il tutto in un luogo buio, mantenendo un temperatura di venti gradi o poco più. Trascorse quindici ore dall’aggiunta del lievito, si vedrà formarsi la prima schiuma. La fermentazione proseguirà per circa una settimana e al termine la birra potrà essere misurata con un densimetro per raggiungere il livello preferito. Se necessario si potrà aspettare ancora qualche giorno.
Prima di imbottigliare la birra, è consigliabile un travaso in altro recipiente più grande, servendosi di un tubo di gomma. Bisogna ricordarsi di non aspirare con la bocca per evitare contaminazioni batteriche che possono provocare l’inacidimento e di non pescare i sedimenti di lievito, rimasti sul fondo. Volendo poi nelle bottiglie si possono inserire ulteriori zuccheri per favorire la produzione di schiume e di effetto frizzantino. La dose zuccherina in questo caso sarà di 6-7 grammi per litro di birra. Le bottiglie, con i tappi ben chiusi, andranno messe a riposare in un luogo buio a 20-25°C per due settimane e poi altri quindici giorni in cantina. Più la birra maturerà, più sarà buona.

Chiaramente in casa non sarà facile ottenere uno dei capolavori dei birrifici professionali o di quelli storici oltralpe. Ma si vuole discutere della soddisfazione di autoprodursi e bere la propria birra?

Imparate tutti i segreti di questa bevanda dalla storia antica.

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